
Carlo Collodi : Pinocchio
E' il primo libro che ho letto per intero a mio figlio.
Dove hanno fallito
Alice nel Paese delle Meraviglie, abbandonato miseramente dopo pochi capitoli, e
Peter Pan, richiuso invece negli ultimi capitoli, questo mito della letteratura Italiana è riuscito: E' stato letto dall'inizio alla fine a due bimbi di tre e due anni, con frequenti riletture dei pezzi "clou" dell'opera: Pinocchio si brucia i piedi, Pinocchio prende una secchiata d'acqua in testa, La lumaca con la candela in testa, Pinocchio incastrato col piede nella porta, il pescecane ("ma non è una balena?!?" esclamava mio figlio leggendo quella parte), ecc. ecc.
L'edizione che ho comprato fa parte della collana degli Istrici della Salani Editore, con delle illustazioni che sembrano un pò d'epoca ma sono semplici e piacciono molto e sono utilissime ai bimbi per seguire la storia mentre la leggete.
Copio qui sotto la presentazione e la copertina del libro:
Cita:
Pinocchio ha due aspetti: da un lato c'è Io sforzo di ammaestrare, di ammonire, preparare alle miserie e alle difficoltà della vita, e certo furono questi gli intenti razionali con cui Collodi si apprestò a scrivere il suo racconto. Ma ciò che rimane vivo del libro è invece quello che gli è sfuggito di mano, in cui Collodi ha trasferito la sua natura più autentica: il ragazzo che scappa, che vuole vivere il lato fantastico della sua infanzia, che si lascia abbagliare dagli incanti e che crede disperatamente alle illusioni. La vitalità di Pinocchio ha scavalcato con le sue secche gambe di legno ogni convenzione, ogni moralismo, ogni moda. Per questo il libro non invecchia, continua a venir tradotto in tutto il mondo, ne vengono tratti film e musical, è oggetto delle interpretazioni più svariate e finisce per essere considerato simbolo dell'umanità intera. Ed è per questo che lo ristampiamo negl' "Istrici", con le illustrazioni di Fiorenzo Faorzi per l'edizione del 1945.
